|
|
| |
IL
SISTEMA S.H.E.S.
|
|
IL COPERCHIO INNOVATIVO
|
|
L'innovazione proposta
in fig.1 consiste, oltre all'aggiunta di un beccuccio, nella ridefinizione
di alcune caratteristiche di forma e di funzionamento dei componenti
dei coperchi ad apertura facilitata.
|
|
Sul
coperchio (fig.1b) viene realizzata una linea di indebolimento aperta
che definisce un opercolo e presenta i tratti terminali ravvicinati
e paralleli, o quasi, tra loro. Questi tratti terminali precisano
una breve appendice dell'opercolo stesso lunga all'incirca quanto
lo spessore della leva. Al suo interno, in prossimità delle parti
terminali, è ricavata una bugna.
|
Si
ricorda che nell'apertura "ecologica" la bugna è esterna all'opercolo,
mentre nell'apertura a strappo la linea di indebolimento è chiusa.
|
La
leva (fig. 1a) è realizzata con una prima estremità modellata in modo
tale da facilitarne l'azionamento manuale, che permetta al consumatore
di sollevarla agevolmente. La seconda estremità presenta due appendici
sporgenti longitudinalmente e verso il coperchio. Le appendici possono
essere eventualmente sostituite da piccole bugne e/o nervature opportunamente
ricavate sul coperchio.
|
In
prossimità di questa seconda estremità, nella parte mediana, per mezzo
di un intaglio su tre lati, è ricavata una linguetta non irrigidita
da piegature od arricciature, come le restanti parti della leva, alle
quali essa è connessa soltanto dal lato dell'estremità predisposta
per l'azionamento manuale. In detta linguetta è praticata un'apertura
di dimensioni adeguate all'introduzione della bugna ricavata sul coperchio.
|
|
Nell'apertura "ecologica"
la linguetta è vincolata dal lato opposto; nell'apertura a strappo
l'organo su cui interviene il consumatore è essenzialmente un anello
rigidamente connesso all'opercolo.
( Le
figure si riferiscono alla definizione grafica scelta dai promotori
del sistema in funzione della descrizione brevettale dell'innovazione.
Nel capitolo "La produzione industriale" una possibile
forma ottimale del beccuccio)
|
| Il
beccuccio (fig. 1c) è realizzato in un solo pezzo, indifferentemente
in alluminio, acciaio o loro leghe, con operazioni di tranciatura,
imbutitura e piegatura per mezzo di stampi multipli per lavorazioni
progressive (cosiddette a passo). Esso ha l'estremità d'imbocco di
sezione ridotta e l'altra relativamente più grande. Le pareti laterali,
non vincolate ad alcuna forma o sviluppo da esigenze tecniche, sono
convenientemente sagomate. In particolare la parete opposta a quella
da cui ha origine l'appendice, di cui diremo più avanti, presenta
un andamento a forma di "S"; in prossimità dell'estremità di imbocco
è concava verso l'esterno, con un raggio di curvatura simile a quello
medio del labbro inferiore. Il bordo di tale estremità è risvoltato
verso l'interno, al fine di evitare che risulti tagliente nell'uso. |
| L'estremità
di sezione maggiore presenta un mantello terminale svasato, che si
estende sull'intero perimetro, salvo un breve tratto in corrispondenza
del quale di diparte un'appendice. La zona di raccordo delle pareti
laterali con il mantello, sagomata in modo tale che vi si possa incastrare
il bordo dell'apertura, presenta una sezione trasversale corrispondente
alla linea di indebolimento. In particolare, in tale sezione la lunghezza
dell'asse appendice-parete opposta è maggiore del raggio dell'arco
che ha il centro sull'origine dell'appendice e passa per il bordo
della parete sagomata ad "S" sull'estremità di imbocco. Così pure
l'altro asse dovrà avere una lunghezza maggiore di quella dell'asse
della sezione d'imbocco di uguale direzione. |
L'appendice
di cui sopra è complanare alla porzione di parete laterale da cui
si estende sino ad una piegatura, in corrispondenza della quale detta
appendice è ribaltata contro la parete stessa. Per conferire ad essa
un'adeguata robustezza sono ripiegate due falde sui suoi fianchi laterali
ed una sull'estremità terminale. Le falde laterali sono opportunamente
sagomate, affinché l'appendice abbia, lungo il suo asse, una resistenza
differenziata al fine di predefinire l'asse su cui sarà possibile
piegarla. Essa ha larghezza uguale alla distanza che separa tra loro
i tratti terminali della linea di indebolimento del coperchio e le
sue falde laterali ripiegate combaciano tra loro nel tratto compreso
tra la base della parete da cui si estende e l'asse di piegatura predefinito,
nel caso si voglia che l'accoppiamento tra il beccuccio ed il coperchio
sia a tenuta stagna anche in corrispondenza dell'appendice. Peraltro,
comunque si consumi il prodotto confezionato, poiché tale parte è
normalmente rivolta verso l'alto, un breve distacco tra le falde laterali
ripiegate permette all'aria di penetrare nel contenitore consentendo
un più regolare deflusso della bevanda.
|
|

In prossimità della parte terminale dell'appendice è ricavata una
bugna di dimensioni tali da consentire l'introduzione in quella
ricavata nel coperchio, affinché, congiuntamente con questa, possa
essere introdotta attraverso l'apertura ricavata nella linguetta
della leva. La loro ricalcatura congiunta sopra la linguetta della
leva realizza l'ancoraggio della leva stessa e del beccuccio al
coperchio
Gli assi longitudinali del beccuccio e della leva risultano complanari
a quelli dell'opercolo. L'estremità di sezione maggiore del beccuccio
e quella della leva dotata di appendici sono entrambe orientate
verso lo stesso lato in direzione del quale sono rivolti i tratti
terminali della linea di indebolimento. Il posizionamento reciproco
dei componenti per l'assemblaggio può essere reso più agevole e
preciso da piccole bugne e/o nervature opportunamente ricavate sul
coperchio, le quali nel contempo consentono di dosarne la rigidità/elasticità
onde tarare lo sforzo richiesto al consumatore nelle diverse fasi
dell'apertura.
|
|
|
| |
|