IL SISTEMA S.H.E.S.

MODALITA' DI APERTURA

Le modalità d'uso sono rappresentate dalla sequenza della figura.

( Le figure si riferiscono alla definizione grafica scelta dai promotori del sistema in funzione della descrizione brevettale dell'innovazione. Nel capitolo "La produzione industriale" una possibile forma ottimale del beccuccio)

     

     

Per procedere all'apertura del contenitore, l'utilizzatore solleva l'estremità della leva predisposta per l'azionamento manuale.
Le appendici sporgenti dell'altra estremità esercitano una forza di compressione sulle due zone del coperchio laterali alle parti terminali della linea di indebolimento ed esterne ad essa. Nel contempo la linguetta, sulla quale a guisa di rivetto sono congiuntamente ricalcate le bugne ricavate sull'appendice del beccuccio e sull'opercolo, esercita una forza di trazione su quest'ultimo. L'azione della leva provoca la lacerazione del coperchio lungo la linea di indebolimento, liberando l'opercolo e la corrispondente apertura. L'opercolo rimane comunque connesso al contenitore per mezzo della sua appendice.
Il sollevamento e la rotazione della leva comporta una corrispondente rotazione del beccuccio ad essa vincolato (fig.4). Questa rotazione congiunta della leva, dell'opercolo e del beccuccio prosegue sin tanto che la zona di raccordo della parete sagomata ad "S" con il mantello si attesti contro il bordo dell'apertura del coperchio (fig.5).
  
Forzando ulteriormente la rotazione della leva, il suo fulcro si sposta sull'appendice del beccuccio, che si piega in corrispondenza dell'asse predefinito (fig.6). Per effetto di tale ulteriore rotazione, fino al suo ribaltamento sul coperchio (fig.7), in conseguenza dello spessore più consistente della leva rispetto agli altri componenti, l'appendice del beccuccio viene trascinata verso l'esterno e si attesta tra i tratti terminali della linea di strappo, dalla quale, nel contempo, l'appendice dell'opercolo si è allontanata.
  
Similmente il beccuccio è trascinato dall'appendice e, facendo perno sulla linea d'incontro della parete laterale sagomata ad "S" ed il suo mantello, compie un'impercettibile rotazione verso l'esterno. La trazione esercitata sull'appendice del beccuccio della leva ne accentua la pressione sull'appendice stessa che, essendo ribaltata sulla porzione di parete da cui si estende, la comprime e provoca una spinta radiale della zona di raccordo delle pareti laterali con il mantello. Ne consegue che il mantello svasato si attesta con maggiore forza contro il coperchio ed il bordo dell'apertura si incastra ulteriormente nella zona di raccordo delle pareti laterali con il mantello. Il beccuccio, nel suo insieme, risulta così saldamente accoppiato al coperchio e pronto all'uso.
Circa il volume occupato dal beccuccio e della conseguente riduzione del volume libero che deve essere lasciato nella lattina, è da considerare che la superficie del lamierino necessaria per la produzione di un beccuccio è di 1.280 mm2. Se si utilizza un lamierino spesso 0,3mm il beccuccio occupa, al lordo degli sfridi, un volume di 0,384 ml. Con lamierino di 0,2 mm di spessore il volume occupato è di 0,256 ml. Poiché le riempitrici volumetriche con stop di livello elettronico, da considerarsi le più precise nella definizione del livello, ammettono una tolleranza di 1,5 ml per lattina, si evidenzia l'assoluta irrilevanza della presenza del beccuccio all'interno del barattolo agli effetti del volume disponibile.