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Gli aspetti ambientali
della soluzione alle carenze igieniche delle lattine sono stati,
di recente, oggetto di osservazioni da parte di autorevoli esponenti
del movimento ecologista nei confronti dell'iniziativa legislativa
volta a risolvere il problema dell'igiene nel consumo delle bevande
confezionate in lattina attualmente all'esame della Commisione Igiene
del Senato.
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È
stato precisato, in proposito, che:
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la
salvaguardia dell'igiene non deve avvenire a scapito dell'ambiente
e che la soluzione al problema deve essere trovata senza causare
l'incontrollata dispersione di parti delle lattine o di posticci
collocati sulle medesime; |
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la
soluzione dovrà essere sostanziale, cioè non limitata
ad interventi di facciata che potrebbero rivelarsi più
dannosi del problema stesso (ad esempio: tappi od altra copertura
posti sul coperchio che per essere efficaci dovrebbero essere
collocati sottovuoto e sigillati sul corpo lattina. E' infatti
parere degli igienisti che il possibile formarsi di muffe in
quella micro-serra che si crea tra coperchio della lattina e
copertura di protezione aggraverebbe la già critica situazione
igienica attuale) |
L'innovazione SHES evita la dispersione separata di parti nell'ambiente.
La realizzazione del beccuccio con lo stesso materiale costituente
il coperchio e/o il recipiente consente di riciclare ad un costo assai
modesto l'intero contenitore. La sua adozione, che determina un modesto
incremento dei costi complessivi, è pertanto priva di impatto
sull'ambiente e consente per contro la radicale soluzione delle carenze
di igiene sicurezza e comodità della lattina.
Sicurezza igienica, comodità ed assenza di impatto ambientale
unitamente all'assoluta inviolabilità di tali contenitori nei
confronti di qualunque azione dolosa (un'azienda su tre teme il rischio
di tampering) o fatto accidentale, possono far guadagnare alle lattine
la totale fiducia dei consumatori e confermare all'alluminio quel
primato nei contenitori per bevande oggi minacciato dal PET.
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